Configuratori impianti termici

Predimensionamento del radiante a pavimento

Si parte dalla casa: per ogni stanza indichi la posizione e le dimensioni. Ti proponiamo il pavimento radiante che posiamo di solito: un pannello piano in grafite con il tubo fissato da clip e l’isolante adatto alla posizione. Nella relazione completa, disponibile dopo il contatto, lo confrontiamo con il bugnato tradizionale e con il sistema ribassato per lo stesso caso. È un orientamento prudente per il riscaldamento, basato sui criteri della UNI EN 1264 e sulle schede dei prodotti: non sostituisce il progetto dell’impianto né la valutazione del termotecnico.

Che cosa ti serve

  • Le misure delle stanze con il pavimento radiante, o la loro superficie, e che cosa c’è sotto ogni pavimento: il disegno della casa qui sotto ti aiuta a indicarlo.
  • Dove si trova la casa, per la temperatura esterna di progetto.
  • Se lo hai, il fabbisogno termico di ogni stanza, calcolato secondo la UNI EN 12831: lo trovi nella relazione tecnica o lo calcola il termotecnico. Puoi anche stimarlo con i dati dell’edificio. Senza il fabbisogno, la relazione contiene solo la stima geometrica: pannelli, isolante, altezza, tubo e anelli calcolati in base alla lunghezza del tubo.
  • Se la conosci, la distanza di ogni stanza dal collettore.

Come funziona. Aggiungi le stanze, le loro misure e la posizione nella casa. Il configuratore propone un sistema radiante; nella relazione completa confronta gli strati e la posa con le alternative. Puoi correggere i dati suggeriti.

Metodo e riferimenti. Il confronto del pavimento radiante usa i criteri della UNI EN 1264 e le schede dei prodotti. Se inserisci il fabbisogno di una stanza, questo prevale sulla stima; nella modalità tecnica riservata al nostro ufficio possiamo indicare se proviene da un calcolo di progetto documentato secondo la UNI EN 12831-1. Con la sola geometria ottieni un orientamento, non il calcolo termico completo dell’edificio.

Subito, senza lasciare recapiti, vedi la famiglia di pavimento proposta e se i dati bastano per una stima. Fino a quel momento i dati restano nel tuo browser.

La relazione completa riporta per ogni stanza strati, superficie, tubo, anelli, collettori e altezza; quando è disponibile il fabbisogno termico, anche la temperatura di mandata. Include il confronto fra i tre sistemi, le osservazioni, la provenienza dei dati e il PDF. Per richiederla, compila il modulo alla fine del risultato: solo allora riceviamo i dati del calcolo insieme al tuo recapito.

Inizia dalla casa

La casa e le stanze

Ogni numero della figura è una posizione nella casa e dice che cosa c’è sotto il pavimento: da qui dipende l’isolante che serve. Aggiungi le stanze con il pavimento radiante dalla loro posizione; di ognuna bastano l’uso e le misure.

E è preselezionata come punto di partenza, non attribuita automaticamente al tuo Comune. Verifica la zona del Comune (DPR 412/1993, art. 2). Non è la temperatura esterna di progetto.

Inserisci l’anno indicativo: aiuta a mostrare tipologie di pareti, tetti e serramenti. Sostituzioni e riqualificazioni successive vanno selezionate a parte.

La temperatura esterna di progetto del DPR 1052/1977: Vicenza e Treviso −5 °C, Padova −3 °C, che qui conta come −5 (stessa classe di isolamento, un po’ più calore verso il basso), la zona altopiani −10 °C; per gli altri comuni 1 °C in meno ogni 200 m di quota oltre i primi 200 m sopra il capoluogo. Serve per l’isolante sopra l’esterno, per il terreno e per il calore verso il basso.

Per esempio «Casa al piano terra, variante B». Resta nel browser e compare solo nella stampa.

Casa stilizzata: che cosa c’è sotto il pavimento di ogni stanza Piano alto, tre stanze: quella di sinistra, con il 4, sta sopra un portico aperto con un’auto; le altre due, con l’1, stanno sopra stanze riscaldate. Piano terra: al centro la stanza con il 2, sopra un locale interrato freddo, non riscaldato; a destra la stanza con il 3, sul terreno. Interrato: a sinistra, sotto il portico, la stanza riscaldata con il 5, sul terreno con la falda vicina; al centro il locale freddo, senza numero. 411 esterno23 5freddofalda
Guarda che cosa c’è sotto ogni stanza
  1. Un ambiente riscaldato: isolamento minimo 0,75 m²K/W.
  2. Un locale non riscaldato, «freddo» nel disegno: almeno 1,25 m²K/W.
  3. Il terreno: almeno 1,25 m²K/W.
  4. L’aria esterna, come sopra un portico: da 1,25 a 2,00 m²K/W secondo la temperatura esterna di progetto.
  5. Il terreno con la falda entro 5 m: si parte da 1,50 m²K/W, che il listino dice di aumentare; quanto, lo decide il progetto.
Schema ridisegnato dalla figura del listino Viessmann Vitoset 2026, Libro 3, pagina PDF 284, con la stessa disposizione delle stanze. I valori sono quelli della UNI EN 1264-4, gli stessi del calcolo: in una riga differiscono dalla tabella illustrativa del listino. La scelta finale richiede la verifica della struttura reale.

Aggiungi una stanza nella posizione

Se una stanza è ancora vuota, prende lei la posizione.

Le schede delle stanze compaiono qui appena il configuratore è partito. Se questa scritta resta, in questo browser il calcolo non è attivo: ricarica la pagina e, se non basta, scrivici dalla pagina Contatti.

    La proposta Bottelli

    Per il pavimento radiante proponiamo di solito il pannello piano Viessmann Vitoset della gamma SILVER ROLL, in EPS con grafite, in rotolo, con il tubo fissato da clip (tacker). Per ogni stanza scegliamo lo spessore del pannello e, solo dove serve, una lastra isolante sotto, per arrivare all’isolamento minimo della UNI EN 1264-4 nella sua posizione. Sotto, un sottofondo alleggerito che copre gli impianti sopra la struttura; sopra, il tubo nel massetto in sabbia e cemento, fino al collettore. Spessori, prodotti e misure di ogni stanza sono nella relazione, dopo il contatto.

    Aggiungi una stanza e scegli la sua posizione per vedere il pavimento proposto.

      Fra due spessori che bastano vale il più sottile; a parità, quello senza lastra. È una proposta, non l’unica soluzione: la relazione mette sullo stesso caso il bugnato tradizionale e il sistema ribassato, con i loro vantaggi e i loro limiti. Le stanze con lo stesso pavimento sono insieme.

      Modalità esperta: i dati di progetto

      Valgono per tutte le stanze; pannello e lastra di una stanza si cambiano nella sua scheda. Ogni valore si può cambiare, e il calcolo è lo stesso per tutte le scelte.

      La differenza fra mandata e ritorno nella stanza che decide la mandata: al massimo 5 K (UNI EN 1264-3).

      Famiglia, diametro esterno e spessore: solo tubi letti in una scheda. Conta nelle perdite di carico e, con il calcolo UNI EN 1264-2, nella resa. Se il pannello di una stanza non prevede il tubo scelto, il pavimento proposto lo segnala.

      Con le tabelle di catalogo la mandata non dipende da tubo, pannello e massetto, e i passi sono 10, 12,5, 15 e 25 cm, quelli che il pannello permette. Con la UNI EN 1264-2 contano il diametro e il materiale del tubo, il massetto e il suo spessore sopra il tubo, e si scelgono tutti i passi del pannello: per SUPER, che ha le bugne ogni 4 cm, è il solo calcolo. Il confronto dei tre sistemi usa la UNI EN 1264-2.

      Collettori modulari in tecnopolimero, con flussimetri da 0 a 5 l/min: con il collettore indicato ogni circuito resta entro 300 l/h. Le schede non dichiarano il coefficiente di portata: la perdita di carico nel collettore e nelle sue valvole non è calcolata.

      I diametri che si accoppiano all’attacco del collettore scelto.

      Solo andata, fino a 200 m. Il calcolo conta andata e ritorno, senza curve né pezzi speciali.

      Accanto al nome la conducibilità dichiarata nella scheda di quel prodotto, non di tutti i massetti del suo tipo. Per un altro massetto la conducibilità si inserisce dalla sua scheda.

      Dal punto più alto dell’impianto, tubo o bugna, alla superficie del massetto: almeno 30 mm per tutti e due i massetti. Vuoto vale quello iniziale del massetto (45 mm il tradizionale, 30 l’autolivellante).

      Il prodotto della lastra che la proposta aggiunge dove serve, negli spessori con la resistenza dichiarata: di URSA XPS ECO NIII la dichiarazione parte da 30 mm, Styrodur 3000 C ha anche 20 mm. Lo spessore lo sceglie la proposta, da 0 mm.

      Copre gli impianti sopra la struttura. Entra nell’altezza; nel calore verso il basso entra solo se la scheda ne dichiara la conducibilità.

      Fino a 30 cm. Se non c’è, scrivi 0.

      All’inizio una platea in calcestruzzo di 25 cm. Entra nel calore verso il basso, non nell’isolamento minimo.

      Fra 10 e 60 cm, dal progetto strutturale.

      Un solaio sopra un locale o un portico. Se non lo indichi non entra nel calore verso il basso, che così viene un po’ più alto: dal lato prudente.

      Fra 0 e 3, dal progetto. Vuota, il solaio non entra nel calcolo.

      Dalla scheda del massetto ribassato scelto, fra 0,6 e 2. Viessmann non ne indica uno: senza questo valore il sistema ribassato ha altezza e isolante, non resa e mandata.

      Lo spazio fra la struttura e il pavimento finito, escluso il pavimento: sottofondo, lastra, pannello e massetto. Fra 20 e 400 mm. La pagina dice dove il pavimento non ci sta; in una stanza si può indicare un altro valore.

      Le schede dei materiali

      I valori vengono dalle schede consultate il 2 ottobre 2026 e rilette il 4 e il 5 ottobre: pannelli, tubi e collettori Viessmann Vitoset, con il listino Vitoset 2026, Libro 3, valido dal 1 luglio 2026, per SILVER ROLL H38/150 e la sigla di TOP PLUS 5, e con le indicazioni di posa 12/2025 per i sistemi ribassati; collettori Viessmann; dichiarazione di prestazione URSA XPS ECO NIII; documenti tecnici Styrodur 3000 C e Styrodur 3000 CS; schede Grigolin SF 300, AR 97, legante per massetti alleggeriti e GRIGOFOAM. Prima della posa si confermano le edizioni in vigore.

      Quando scheda e listino di un pannello dichiarano una resistenza più alta di quella che darebbero spessore e conducibilità dichiarata, qui vale il valore dichiarato; dove è proprio il minimo della stanza, conviene confermarlo con Viessmann.

      La sezione è uno schema: giunti, barriere al vapore, strisce perimetrali, carichi, comprimibilità degli strati e falda restano al progetto.

      Il risultato

      Aggiungi una stanza con la sua posizione, l’uso e le misure.

      Stima geometrica: tutte le stanze

      Dalle misure e dalla posizione: superficie, pavimento, tubo e anelli che bastano per la lunghezza, collettori. Non dipende dal calore delle stanze.

      Stima termoidraulica: le stanze con il calore

      Per la mandata, le portate, le velocità e le perdite di carico serve il calore di ogni stanza: il fabbisogno del progetto, o la stima con i dati dell’edificio. I soli metri quadrati e la posizione non lo dicono.

      Da verificare nel progetto

      • Il calore di ogni stanza secondo la UNI EN 12831, se qui manca o è stimato: senza, anelli, portate e mandata restano da calcolare.
      • La distanza di ogni stanza dal collettore, dove qui è un’ipotesi, e dove mettere i collettori: di solito uno per piano o per zona.
      • Sistema tradizionale: l’altezza disponibile per sottofondo, isolante, pannello, massetto e pavimento finito, e i tempi di asciugatura del massetto prima della prima accensione.
      • Sistema ribassato o a basso spessore: massetto speciale, spessore totale, peso e supporto dalle schede del massetto e del sistema scelto, con l’idoneità del massetto dichiarata dal suo produttore; pavimento finito con resistenza termica fino a 0,15 m²K/W (UNI EN 1264); la resa del sistema scelto va confrontata con questo predimensionamento.
      • L’isolamento sotto i tubi, almeno quello indicato per ogni stanza (UNI EN 1264-4, tabella 1); con la falda entro 5 m dal piano di posa ne serve di più, e il valore lo fissa il progetto.
      • I circuiti definitivi: perdite di carico con raccordi, valvole e collettore, e il bilanciamento di ogni circuito, obbligatorio (UNI EN 1264-4). I 120 m e i 350 mbar di questa pagina sono limiti prudenziali interni, non limiti dichiarati dal produttore.
      • Il rumore: dipende da pompa, valvole, regolazione, posa e struttura, non dalla sola velocità; con le valvole dei circuiti che chiudono può servire un by-pass differenziale.
      • La temperatura sotto il pavimento e la quota di calore verso il basso, con la struttura vera (UNI EN 1264-3).
      • Le integrazioni, dove il pavimento da solo non basta: zone perimetrali, parete o soffitto radianti, corpi scaldanti.

      La relazione completa

      Quello che vedi qui sopra è l’orientamento preliminare. Nella relazione completa: superficie, tubo, anelli e la temperatura di mandata, il calore, l’acqua, la portata e i circuiti di ogni stanza, i pavimenti proposti con i loro strati, collettori e alimentazione, i tre sistemi sullo stesso caso, le osservazioni, da dove viene ogni dato (inserito, di progetto, suggerito o non noto) e il PDF da conservare.

      Il modulo per chiedere la relazione compare qui appena c’è almeno una stanza con posizione e misure. Se non compare, ricarica la pagina o scrivici dalla pagina Contatti.

      Come calcola

      Prima la casa, poi tre conti separati: il fabbisogno lo inserisci tu, o lo stimi con i dati dell’edificio; la resa dice con quale acqua il pavimento dà quel calore; l’idraulica dice con quale portata e con quanti circuiti.

      1. Posizione e isolamento. La posizione nella casa dice che cosa c’è sotto il pavimento, e quindi l’isolamento minimo sotto i tubi della UNI EN 1264-4 (tabella 1): 0,75 m²K/W sopra un locale riscaldato; 1,25 sopra un locale non riscaldato o il terreno e sopra l’esterno con progetto da 0 °C in su; 1,50 fino a −5 °C; 2,00 fino a −15 °C. Con la falda entro 5 m si parte da 1,50. Del pannello bugnato conta solo la parte piana (UNI EN 1264-3).
      2. La proposta. Fra gli spessori del pannello SILVER ROLL e quelli della lastra scelta, la combinazione con lo spessore isolante più basso che arriva al minimo.
      3. Stima geometrica. La serpentina è la superficie con i tubi divisa per il passo; un anello non supera 120 m con andata e ritorno al collettore. Senza la distanza dal collettore si conta da 0 a 10 m di andata, un’ipotesi della pagina.
      4. Il calore della stanza. Dal progetto, oppure con il metodo semplificato della UNI EN 12831-1: per pareti esterne, finestre e un altro elemento la superficie per la trasmittanza (più i ponti termici, se li inserisci) e per la differenza fra dentro e fuori; più la ventilazione, 0,34 · ricambi · volume · differenza. Il pavimento della stanza non entra: il calore verso il basso lo conta la UNI EN 1264-3. Nessuna tabella di watt al metro quadrato.
      5. Temperatura del pavimento. Dalla curva caratteristica base della UNI EN 1264: q = 8,92 · (θpavimento − θambiente)1,1. Il limite è 9 K sopra l’ambiente, e comunque non oltre 29 °C nelle stanze e 33 °C nei bagni (UNI EN 1264-2 e -3). Oltre il limite il pavimento da solo non basta e serve un’integrazione.
      6. Temperatura dell’acqua, dalle tabelle di catalogo. Le tabelle di resa di 15 sistemi a pavimento del catalogo di un produttore (aprile 2026), trascritte con la pagina e l’impronta del documento. Per ogni passo conta la resa più bassa fra i sistemi che lo prevedono, come nel configuratore Radiatori e riscaldamento; il pavimento finito conta almeno 0,10 m²K/W, come chiede la UNI EN 1264-3 per la mandata di progetto. La mandata di progetto è quella della stanza più impegnativa, bagni esclusi (UNI EN 1264-3); nelle altre stanze, alla stessa mandata, il salto fra mandata e ritorno si allarga.
      7. Temperatura dell’acqua, dalla UNI EN 1264-2 (nella modalità tecnica, e nel confronto dei tre sistemi della relazione). Per i tubi annegati nel massetto la norma dà q = KH · ΔθH, con KH = B · aB · aTmT · aumu · aDmD: contano il passo, il massetto sopra il tubo e la sua conducibilità, il pavimento finito, il diametro, lo spessore e la conducibilità del tubo. I fattori vengono dalle tabelle della norma riportate in una guida tecnica; il calcolo è stato rifatto sull’esempio svolto della stessa guida.
      8. Calore verso il basso. Dalla UNI EN 1264-3: qu = (Ro · q + θambiente − θsotto) / Ru, con Ro la resistenza sopra i tubi e Ru quella degli strati sotto: pannello, lastra, sottofondo se ne è dichiarata la conducibilità, struttura. Sul terreno la temperatura sotto viene dalla temperatura esterna di progetto; sotto la posizione 2, se non la inserisci, 10 °C come nella figura del listino.
      9. Portate e circuiti. Il calore dato dal pavimento più quello verso il basso, diviso per il salto, con densità e calore specifico dell’acqua secondo la IAPWS. I circuiti sono quelli che bastano perché ognuno resti entro tre limiti prudenziali di questa pagina: 350 mbar di perdita di carico, quella lineare del tubo più il 30 % per le curve (la UNI EN 1264-3 lo raccomanda); 120 m di lunghezza, la più corta fra le lunghezze commerciali dei rotoli citate da una guida tecnica; 300 l/h, la scala dei flussimetri, se il collettore è indicato. Non sono limiti dichiarati dal produttore: le schede non ne danno. Almeno un circuito per stanza (UNI EN 1264-4).
      10. Velocità. Nei circuiti almeno 0,1 m/s, come indica una guida tecnica sui pannelli radianti; come riferimento alto 0,7 m/s, il limite che una guida tecnica sulle reti di distribuzione consiglia per le derivazioni ai corpi scaldanti in materiale plastico, fra i fattori le perdite di carico e la rumorosità. Nessuna fonte consultata dà una velocità massima propria dei circuiti a pavimento. Nel tubo fra generatore e collettore il riferimento del configuratore Radiatori per quel materiale.
      11. Collettori. In tecnopolimero, da 1″ fino a 14 vie e da 1″1/4 fino a 16: gli anelli divisi per le vie, arrotondati per eccesso.
      12. Estate (nella modalità tecnica). Il punto di rugiada dalla pressione di vapore dell’aria interna, con la pressione di saturazione dell’ASHRAE (Handbook Fundamentals 2017, capitolo 1); la resa dalle tabelle estive dello stesso catalogo; l’umidità da togliere dal bilancio del vapore che entra con l’aria esterna e di quello prodotto in casa.
      13. Disegni e grafici. La sezione del pavimento è disegnata in scala, la stessa in orizzontale e in verticale, con gli spessori, il diametro e il passo inseriti; il pavimento finito è una fascia senza misura e la struttura è tagliata. Nei grafici le grandezze (W, mm, m/s, kg/m², m²K/W, l/24 h) sono barre che partono da 0, lunghe in proporzione; le temperature sono punti su una scala scritta sotto, con i limiti tratteggiati. I numeri sono quelli delle schede e delle tabelle accanto: i disegni aiutano a leggerli, non aggiungono dati.

      Che cosa manca, e perché

      • La perdita di carico nel collettore, nei flussimetri e nelle valvole: le schede dei collettori non dichiarano il coefficiente di portata.
      • Le curve limite del singolo sistema e la resa estiva secondo la UNI EN 1264-5: le tabelle della norma che servono non sono nel materiale consultato.
      • La differenza fra piano e bugnato dovuta al fissaggio: la formula non la contiene. Nelle tabelle di catalogo le due famiglie sono prodotti diversi, e lo scarto non si può attribuire al solo pannello.
      • Il tempo per scaldare le stanze: nessun modello transitorio verificato. Il rumore in decibel: dipende da pompa, valvole, posa e struttura. I costi: nessun dato commerciale autorizzato.
      • Zone perimetrali, integrazioni, struttura, giunti, barriere al vapore e falda: si nominano, non si dimensionano.

      Per un soffitto o una parete radianti il configuratore Radiatori e riscaldamento ha le famiglie «Riscaldamento a soffitto» e «Riscaldamento a parete».

      Che cosa questi numeri non sono

      Sono stime preliminari informative. Non sono il progetto dell’impianto secondo la UNI EN 1264, non sostituiscono la valutazione del termotecnico né il sopralluogo, non sono il dimensionamento definitivo di collettori, pompe, deumidificatori o VMC. Servono a capire l’ordine di grandezza e a farti arrivare preparato alla conversazione con noi.

      Per saperne di più